mercoledì, ottobre 25, 2006

I miei primi 10 giorni a Tolosa... lunghetto!!!!

Perdonatemi se pubblico tutto in un colpo, sapete che ho avuto un po' di casini con il pc...
Scrivo questo blog per darvi più dettagli su questi magnifici primi giorni, e perchè non saprei cosa raccontare a chi... almeno così potete saltare le parti più noiose o stupide!!! :)

Inizierei dall'inizio.... Il viaggio è stato abbastanza terrificante. Ero in treno, avevo dietro un po' di soldi in contanti, il bancomat, carta di credito, ipod, altre varie cose tecnologiche... diciamo che non ho chiuso occhio se per non poche ore per il terrore che fregassero qualcosa. Non che avessi molte altre soluzioni per il trasporto... Le paure sono state confermate da un battibecco che ha avuto luogo nel cuore della notte. Due tizi stavano praticamente per menarsi per uno zainetto, sostenevano entrambi che fosse il loro, qualcuno del treno cercava di calmarli e altri minacciavano di chiamare la polizia. Tiravano lo zainetto talmente forte che stavano per distruggerlo. Scena molto salomonica... Insomma dopo qualche minuto uno dei tizi si accorge che c'è un altro zainetto, identico, sopra il suo sedile, e si avvede che è il suo. Sospiro di sollievo di tutti i passeggeri senza nessun contuso, ma la tensione cmq è sempre presente (perchè la prof di francese ci avrebbe detto di legare i bagagli con la molla perchè la gente alle fermate intermedie se ne porta via qualcuno????).Quando finalmente sono arrivata, alle 5.16 del mattino, mi sono piazzata nella solita sala di aspetto della stazione Matabiau... Ho passato il tempo ad osservare i passeggeri, in particolare un gruppo allucinante di ragazze giapponesi straorganizzate per il viaggio che chiaccheravano alla velocità della luce nonostante l'ora davvero improponibile. Una annotava minuziosamente su un quadernino tutto ciò che avevano visto nel viaggio, con ideogrammi fittissimi... Nella stazione c'erano anche le due coppie di signori italiani che avevo trovato sulla mia carrozza (uno dei signori aveva qualche problema ad un braccio, ma si era messo in testa di mettere il trolley negli scompartimenti alti... per fortuna è intervenuto un bel fustacchione americano a dargli una mano; era seduto proprio davanti a me! ^_^).Un'altra scena bizzarra ha coinvolto una coppietta di ragazzi; si sono addormentati sui sedili di fronte a me nella sala d'aspetto, avendo appoggiato i bagagli poco lontano. Dopo qualche minuto guardo il loro zaino, aperto, e vedo che lì sopra c'è un topo! Un topino bianco con gli occhi rossi, le zampine e la coda rosa! e nessun altro passeggero era minimamente scandalizzato! Insomma, era più carino sicuramente dei topi che aveva il tizio francese dal quale ero andata a vedere una stanza, ma Tolosa ha davvero una strana concezione di animale domestico; il topino si è fatto un giretto della superficie dello zainetto, senza mai allontanarsene, poi è tornato tranquillamente dentro. Un ragazzo francese si è messo a ridere per il mio sguardo divertito/allucinato. Finalmente ho preso il taxi alle sette, in una città piovosa, trafficata e ancora buia. Il tassista Mario è stato anche così gentile da farmi vedere i due lati della Garonna (avendo sbagliato strada per Chapou). L'impatto con lo studentato per fortuna non è stato traumatico, avendolo già visto nel primo viaggetto. Purtroppo l'ufficio apriva alle nove, ma Alessandra è stata così carina (e Carlo subito dopo) a venire giù a salutarmi, chiaccherare un po', aiutarmi con la prima burocrazia e a portare su le valigie. La camera ha i muri un po' scrostati e i mobili di compensato un po' macchiati... ma a parte questo è pulita, si trova al sesto piano, con una bella vista sul panorama cittadino e la cupola di....MMHHHH.Ho cercato subito di DOMINARE la stanza. Con fatica ho infilato il materasso nel sacco, ho messo subito il mio cuscino, lenzuola e copripiumone, ho sistemato le cose del bagno sulla mensola del lavandino e la lucetta dell'Ikea sul comodino. Ha assunto subito un aspetto molto più simpatico. Ho preso il 16 per raggiungere la metro a Capitole, facendo quel tragitto di fianco al canal du Midi che oramai è diventato particolarmente familiare. Era necessario fare subito l'abbonamento studenti per non scialaquare tutti i contanti in biglietti. Il mio francese dopo tutte quelle ore di viaggio era abbastanza allucinante, ma non so come la gente riusciva a capirmi....anche allo sportello per gli abbonamenti giovani. Tappa successiva l'università, dopo ho mangiato per la prima volta nella mensa dell'università. Sembra quelle enormi mense dei licei americani, con un gran chiacchericcio, i gruppi di fighi-sfigati-metallari-professori (?) a cui noi abbiamo giustamente aggiunto il gruppetto di italiani. Il cibo non è così terrificante, ma sopra tutta la carne non possono fare a meno di mettere delle salsine davvero assurde (vedi salsa alla senapeee!!!). Mettendosi d'impegno si riesce persino a mangiare della verdura, ma all'uovo non si scampa: tutti i giorni te lo propinano in qualche maniera. E l'uovo sodo nell'antipasto, e l'omelette, e la crepes...Ancora un po' di burocrazia: ho finalmente conosciuto la responsabile Erasmus di cui ho sentito tanto parlare, la Madame Expert. E' una simpatica donna che ti spiega le cose lentamente, fa le facce buffe e ha un ufficio colorato da foto di figli, cani e biglietti natalizi. Ah, e si fa passare i timbri dalle sue colleghe tipo baseball, tra grandi risate. Mi ha fatto dimenticare che per mezz'ora avevo fatto la coda nella fila sbagliata....Non ho detto nulla sull'università: c'è un edificio principale con un grande anfiteatro in cemento, dove ci sono tutti i vari uffici. Il cemento è simpaticamente decorato da graffiti, manga, scritte rivoluzionarie... Con una passerella si arriva alla nuova biblioteca, una struttura ultramoderna in vetro e mattoni rossi terminata nel 2004. Ci sono tantissimi tavoli per studiare e per attaccare il computer, e pochissimi computer per mandare messaggi e-mail (in piedi: la chiamano messaggerie). Il resto dell'università è come il Saini, per chi ha presente com'è. Tutta su un piano, di mattoni, tanti "batimenti" collegati da corridoi, aule piccolissime con tavolini tipo elementari (ma si può?). e soprattutto... bagni all'aperto. Una cosa che ci ha fatto troppo ridere, ma di fatto è drammatica. Qualche ragazzo userà mai quei pisciatoi bell'esposti? Tra l'edificio di cemento ed il resto c'è un'enorme buca dove stanno costruendo un qualche posto per manifestazioni culturali. Oltre, il Resto-u e un piccolo circo (ebbene sì, un circo), dove da settimana prossima gli studenti inizieranno a fare degli spettacoli gratuiti all'ora di pranzo. La prima giornata cmq non era ancora finita; ho avuto la gradiosa idea di accompagnare Carlo e Ale al Carrefour, che abbiamo scoperto essere non molto distante da Chapou; basta prendere il 70, che si fa un pezzo di tangenziale, e dopo due fermate in un paesello poco fuori Tolosa sei arrivato. Più che altro ho comprato delle cose davvero scomode da portare in bus; acqua, latte, lo stendino (!), la bacinella per lavare (!!!). Al centro commerciale abbiamo accalappiato un commesso simpatico di un negozio di telefonia per farci spiegare qualcosa sul funzionamento delle sim e dei telefonini. Insomma, è un gran casino: le sim durano pochissimo, 1-3 mesi, se non ricarichi scadono e perdi pure tutto il credito che non hai consumato. Ovviamente poi telefonare è carissimo, tipo 50 centesimi al minuto. La compagnia più abbordabile, la mitica Bougytel (ribattezzata Boogietel) è tipo sui 33... Cmq, dopo questa sfaticaccia mi sono buttata nel letto senza nemmeno mangiare, e ho dormito come un faghiro fino al mattino tardi successivo. Prima doccia nello studentato: è esattamente come al campeggio. Devi ingegniarti ad appoggiare le cose in giro, usare le ciabatte (ma ci sono tedesche e francesi che come al solito non si fanno problemi e vanno scalze dappertutto). E poi non c'è l'affare per appoggiare lo spruzzino, una cosa molto sadica che ti costringerebbe a insaponarti con l'acqua chiusa... ma con qualche acrobazia impari anche a restare sempre sotto l'acquetta bollente :D. All'inizio ero perplessa, trovavo sempre il bagno chiuso; poi ho chiesto qualcosa in un francese maccheronico ad una tipa, che ovviamente poi ho scoperto essere italiana... e la chiave della camera si è rivelata essere un passepartout per il cesso. Che palle, ho bisogno di una chiave anche per andare in bagno :D.Purtroppo venerdì non c'era nessuno per aiutarmi a compilare il dossier d'iscrizione (di solito ci sono dei tipi francesi mooolto gentili), e nemmeno Carlo e Ale... così ho mangiato da sola, che tristezza. Non ho beccato nemmeno gli altri italiani che avevo conosciuto il giorno prima in fila. Non potendo fare nulla in università, mi sono lanciata nello shopping da Midica, un negozio in centro su tanti piani che ha di tutto e di più per la casa. Credo che ci comprerò tutti i vostri regali di natale e compleanno a venire. Ma non avevano l'adattatore per la spina italiana, e così ho girato come una scema per un'ora in un'altra piazza per cercare un negozio di cui mi aveva parlato Carlo. Affranta, ho preso il 16 per tornare a Chapou, ma il bus si è completamente imbottigliato di fianco ai giardini Caffarelli... Allora sono scesa e ho fatto un giro lì, era una cosa troppo stupida starsene sul bus. Dentro i giardini c'è un bellissimo spazio giapponese con ponte rosso, buddha, capanna e un enorme giardino zen.. davvero pacifico. Al parco c'era una mamma con bimbo troppo buffo, che andava a zigzag fino al cestino per buttare una lattina. La mamma continuava a dirgli, "Matteo, c'est là la poubelle", ma lui non era proprio convinto. Con i suoi ricciolini neri se ne andava in giro da tutt'altra parte... Sono tornata a Chapou, e ho provato insieme agli altri anche questa mensa; è come l'altra, stesse cose ma meno scelta. Che gioia! Ancora uova a volontà!La sera ho accompagnato Alessandra ad un concertino Jazz in Rue Amidonniers, non lontano dallo studentato. Siamo arrivate presto in questo localino minuscolo con il palco già attrezzato, di legno bianco e pieno di facce tipicamente francesi. Mentre aspettavamo l'inizio del concerto il gatto del locale (un sornione bianco pelosissimo e un po' rimbambito) ha deciso di fare la sua toilette sdraiato sulla cassa della tastiera... che dire se non LOL. Il concerto è stato molto bello: uno suonava la tastiera e cantava, l'altro suonava la batteria, altri mille strumenti assurdi, un flauto traverso, poi trasformato in tromba con un'imboccatura da clarinetto, e si occupava di fare le voci. Hanno iniziato prendendo in giro la musica dodecafonica, e hanno continuato con musica davvero sperimentale... Il pubblico era in delirio. Non lo definirei solo jazz, era qualcosa di più strano.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Foto! Foto! Foto!
Complimenti per il sangue freddo col topo!
Non conosco le mense universitarie, però in Francia si può mangiare davvero bene. Se non vuoi mangiare italiano: ti servono la pasta come contorno! Per non parlare degli scempi che possono fare alla pizza...Cmq, ho notato anch'io che i francesi hanno un amore smodato per tutte queste salsine, che ingrassi solo a guardarle!
Tutto 'sto casino per dirci che vai al Saini? :)
Mitico il circo in uni! Fanno anche corsi di giocoleria?
Dalla tua descrizione Tolosa sembra una città molto cool...

Anonimo ha detto...

ehehe mi sembrava di conoscerla la storia del topino...
e anche quella dei tipi che si menavano x lo zainetto...
( troppo bella la Boogytel ihih )
adesso però il diario di bordo lo devi proseguire...saranno tutti ansiolitici di conoscere le avventure di una " Povera Ragazza Venuta dall'Est"
Bacini