mercoledì, novembre 22, 2006

Conoscenze alla Brasserie di Chapou...

La sera di venerdi in mensa è stata bizzarra. Ero da sola, e mi sono seduta ad un tavolo di "solitari" (dicesi gente che mangia da sola e si mette ad almeno un posto di distanza da quello vicino); dopo pochi minuti abbiamo iniziato a parlare tutti tra di noi. Ho conosciuto così un ragazzo di Amburgo, Sebastien, che cenava con cappotto e giacca (LOL) e mi raccontava dell'amica italiana di Treviso che adesso lavora a Milano e non sa districarsi della città (ho già detto che quando torno le faccio da madrina!). Un brasiliano che studia geografia; uno spagnolo che è convinto che a Chapou non ci siamo spagnoli (la tavolata di 20 che gira sempre insieme non l'ha mai beccata?); un francese, e la cara Ola. L'unica lingua in comune tra tutti era il francese, e ci siamo scambiati un po' di esperienze di università e di viaggio. Che bella cosa! Dopo cena siamo usciti con
Valentina e Ola, l'obiettivo era un locale dietro Place Wilson dove dovrebbero fare più di 100 birre.
Effettivamente l'abbiamo trovato, c'erano le 100 birre ma nemmeno un angolo per sedersi... E così siamo finiti in un pub pieno di inglesi! Sembrava di essere nella peggiore taverna di Londra..

Prima festa Erasmus

Dopo cena Ale e Carlo sono passati a chiamarmi, e abbiamo atteso un po' il 16 per andare alla nostra prima festa Erasmus... dopo un bel po' abbiamo guardato gli orari e ci siamo resi conto che dopo le nove e mezza non c'erano più corse! Carlo nel frattempo cercava di chiedere ad una ragazza polacca un sinonimo per "ubriaco", e questa rideva come una pazza... abbiamo poi scoperto che parla pochissimo francese, che studia teatro e si chiama Ola. Lei e la sua amica si sono incamminate con noi per andare al locale. La festa era un chaos totale.
Pub minuscolo trasformato in discoteca, il pub era un miscuglio di gente, sudore e caraffe di birra. Gli altri italiani che conosciamo sono scappati con una navetta verso una festa in un'altra discoteca. Noi ci siamo messi a parlare con un po' di gente assurda fuori dal locale, francesi di origini romane, francesi di origine siciliane, spagnoli sempre il bicicletta, tedeschi, messinesi che ci parlano solo in francese... insomma, una grande babele incasinata fuori da una piccola birreria.

martedì, ottobre 31, 2006

Prima lezione

Non mi sono svegliata tardi, ma come al solito ho perso tempo e sono uscita alle 8.30. Con il traffico di quell'ora non sono riuscita ad arrivare in università in mezz'ora (che cogliona...) e alle 9.10 ero davanti alla porta dell'aula con l'atroce dilemma: entro e chiedo scusa per il ritardo o non entro? L'atroce vergogna di entrare in una classe piena di francesi sconosciuti mi ha fatto desistere...Più che altro però temevo la figuraccia con la professoressa :-) Ho deciso di entrare nella pausa; nel frattempo sono andata ad iscrivermi ai corsi, per geografia c'era una coda terrificante. Alle 10.30 sono entrata nell'aula: gli studenti mi hanno guardato con un'aria un po' stupita e mi hanno salutato (essendo un corso della specialistica probabilmente sono in pochi e sono sempre gli stessi...). Dopo un po' è tornata anche la professoressa ed è iniziata la seconda parte della lezione: l'impressione è stata di essere dentro una realtà universitaria molto diversa dalla nostra. La professoressa stimolava tantissimo gli studenti invitandoli a porre domande e a suggerire le tematiche che più interessavano, dispensando date di seminari in relazione alle varie risposte. Dopo un pranzo tranquillo con Laura e una chiaccherata sul futuro con Ale (non pensavo che chi studiasse lettere se la sentisse di fare a me la fatidica domanda: " ma cosa puoi fare con la tua laurea dopo??"), sono andata in Capitole e ho cercato un libro da Virgin. Hanno un sistema buffo per indicare i prezzi dei libri: mettono dei cartelloni con i varie editori, dei codici ed il prezzo corrispondente... Insomma, una specie di caccia al tesoro per sapere il prezzo di una cosa. Mi ha stupito anche la presenza di tantissimi fumetti e manga, anche in giro si trovano davvero tantissime fumetterie! Tornando a Chapou mi sono fermata al supermercato, e da vera studentessa squattrinata ho fatto la tessera Iris (tipo la Fidaty dell'Esselunga!) che dovrebbe dare il 10% di sconto sui prodotti a prezzo minore; la qualità non sembra terrificante, ma vi saprò dire :-) Vicino allo studentato ho incontrato Prince, sceso anche lui dal 16 portando la valigia alla zia; mi ha invitato a casa loro a mangiare africano, ma sinceramente non me la sono sentita di andare... non avrei capito nulla della discussione, non ancora. Sarebbe stato LEGGERMENTE imbarazzante farsi ripetere sempre tutto 3 volte e molto lentamente... In mensa ho mangiato con Valentina, una ragazza di Cagliari che studia architettura, molto dolce e con un fantastico accento sardo.

Sport assurdi e Café Géo

Mercoledì ho consegnato il dossier con l'iscrizione amministrativa, e ho finalmente ricevuto la carta studente. Con questa posso accedere a praticamente tutti i servizi dell'università (sono corsa subito a iscrivermi in biblioteca). Oggi era giornata di iscrizione agli sport: c'era una coda lunghissima già dalle nove, per entrare in una stanzetta dove ogni corso ha il suo banchetto. Alcuni come atletica, pallavolo e yoga sono stati letteralmente presi d'assalto! Ale si è iscritta ad equitazione, ed è proprio felice come una Pasqua. Carlo ha scelto Judo, trovando un istruttore fighissimo e iniziando a flirtare spudoratamente (!!!). Io sono pazzoide, mi sono iscritta ad Aikido, a stretching e a scalata... non potevo fare davvero delle scelte più assurde! Per gli Erasmus i corsi sono gratuiti, gli altri pagano 12euro... è davvero poco, vi saprò dire se le strutture sono fatiscenti o se ci sono altri barbatrucchi :-) Cmq tutta l'attrezzatura necessaria è prestata dall'università...Dopo un salto allo studentato sono uscita per tornare in centro, avevo trovato dei volantini su un caffè geografico che si riunisce una volta al mese, coinvolgendo degli esperti e organizzando dei dibattiti aperti a tutti e ad ingresso libero. Il tema della serata era "Morire alle porte dell'Europa", un sociologo dell'università Le Mirail ha parlato della tragedia di migliaia di clandestini che muoiono sulle frontiere dei nostri paesi europei, ma anche delle dinamiche sociali che stanno dietro a questi grandi movimenti di persone. La partecipazione del pubblico era molto attiva, molte domande e approfondimenti da persone di tutti i tipi e le età. Il retro del caffè Moncafè era talmente pieno che non si trovava nemmeno una sedia libera. Tornata in stanza sono andata a dormire dopo aver scritto per un'oretta a questo "diario"; il giorno dopo avrei avuto la prima lezione di economia dello sviluppo e non volevo svegliarmi tardi.

mercoledì, ottobre 25, 2006

Inizia una nuova settimana

Lunedì mattina è stato di incontri con altri italiani ed erasmus spagnoli e tedeschi; a pranzo c'era una nuova ragazza italiana, Laura. E' di Mantova, studia a Ferrara una cosa strana sulla comunicazione digitale (ha a che fare con il teatro e il cinema) ed è una tipa davvero alla mano. Un po' in panico per il francese, perchè lo sa pochissimo, ma è una persona talmente adattabile che non credo avrà problemi. Per adesso sta un famiglia, ma paga parecchio ed è un po' lontana dal centro, ha intenzione di cercare un appartamento (anche perchè resterà praticamente 9 mesi). Alle due, test di francese per Erasmus. Non era decisamente il test a crocette che avevo in mente, ma una prova complessa divisa in parte orale, scritta, grammatica abbastanza difficile. Tra una settimana sapremo in che corsi siamo stati assegnati.

Martedì, caccia agli orari dei corsi: ovviamente sono un casino, ovviamente il corso di economia dello sviluppo si copre con sociologia. Nel frattempo mi ha risposto alla mail il coordinatore Erasmus di geografia, dandomi appuntamento per quel pomeriggio. Il suo ufficio si trova nella Maison de Recherche, un edificio attaccato alla Biblioteca Centrale che riprende il suo stile moderno. E' un personaggio simpatico,ha trovato un po' di incoerenza nel mio piano di studi (perchè ho scelto esami sia della triennale che della specialistica di 3 corsi di laurea diversi...) ma ho cercato di spiegargli che il SUA non è un corso di geografia, ma un mix di molte cose; e che cmq avevamo la possibilità di fare esami della triennale anche durante la specialistica. Alla fine credo si sia convinto, ha intenzione di firmarmil il foglio... non appena lo beccherò la prossima volta. Passando per geografia poi ho scoperto che hanno un modo alquanto bizzarro di iscriversi ai corsi; praticamente in una stanza aperta in determinati orari ci sono degli assistenti con una miriade di cartelline colorate contrassegnate da codici, nelle quali sono contenuti i fogli con i posti per il corso; è necessario iscriversi ad ogni corso per sostenere l'esame, anche per quelli del secondo semestre. Chi arriva tardi può trovare alcuni corsi già completi... L'esame poi può essere dato sia come Controllo Continuo (compitini durante il semestre) che come Controllo Terminale (un unico esame a maggio/settembre, dove lo studente rimane anonimo. Ci hanno sconsigliato questa modalità perchè non c'è modo di far sapere al prof che corregge che siamo stranieri, e valuterebbe con lo stesso identico metro di giudizio usato per i francesi... considerata la difficoltà della lingua scritta sarebbe decisamente un problema!A pranzo ho conosciuto Allegra, una ragazza di Bologna assurda; lavora nel teatro e ha un certo odio nei confronti delle scadenze e della burocrazia, quindi ha un'idea dell'Erasmus un po' particolare. Pensa di tornare in Italia prima, cercare di fare gli esami da non frequentante... Il suo problema attuale è la ricerca della casa: per adesso sta dall'amico di un amico, ma la casa è molto piccola e non può essere una sistemazione definitiva. Però lo studentato le sembra una soluzione triste e troppo conformista, quindi sta cercando un appartamento o una colocation ... visto che anche Laura è alla ricerca probabilmente uniranno le forze. Martedì pomeriggio sono tornata con Ale e Carlo di nuovo al Carrefour, per fare l'ardua scelta di quale detersivo comprare: sono talmente cari che sono un investimento! In realtà abbiamo girato per circa mezz'ora intorno alla zona frutta e verdura, tutti e 3 affascinati dal tizio che pesava e dava gli scontrini... LOOL. Mangiare in camera non è così terrificante, ma stare senza frigo ti pone davvero dei problemi di organizzazioni notevoli. A proposito, spero che le carote che ho lasciato in camera non abbiano preso vita...Dopo cena gli altri sono voluti andare ad ubriacarsi (!), per dimenticare i casini con la burocrazia. Io ho deciso di seguire una presentazione di organizzazioni universitarie per la solidarietà internazionale che ha avuto luogo proprio nella sala delle attività culturali dello studentato. In Francia le associazioni di studenti sono davvero molto sostenute dall'università e da enti come il CROUS, che si occupano anche di aspetti fondamentali come l'alloggio e il cibo (anche per gli Erasmus!!! E' grazie a loro che mangio tutti i giorni con 5 euro!!). Le associazioni hanno proiettato anche dei video, come quello sulla costruzione di filtri per l'acqua in Vietnam e le lezioni di un gruppo di studentesse ortofoniste a ragazzi sordi, che prevedevano anche momenti di danza (ci hanno spiegato che non sentono la musica ma le vibrazioni). Davvero molto molto interessante!

Seconda Parte...

Sabato mattina siamo state al cinema (costa poco!!). Già il cinema è un programma: con un enorme scala di legno, un bassorilievo tipo greco, dipinti di unicorni e altre cose strambe. Il film merita tantissimo, "Marie Antoinette" di Sofia Coppola (una versione rock interpretata da Kirsten Dunst... che carina!!!). Se lo vedete ditemi se avete sgamato che a un certo punto si vede un paio di all star viola in mezzo alle altre scarpe... Per mangiare abbiamo scelto una creperia consigliata da Tommaso in Rue de Taur; è un posto particolare, con dei divanetti anni 50, ma le pareti sono pittate di colori a tempera con vari soggetti e frasi dorate di poesie... E' il posto per bere dei tè stravaganti, ma la nostra fame ci ha portato a prendere una crepe salata con le verdure (anche qui l'uovo sopra all'occhio di bue, dannazione!!!). Poi ci siamo divise, io sono corsa all'internet cafè per usare un po' messenger e leggere il forum, e la sera ci siamo ritrovati da Ale per una pasta col sugo. Non vi dico cucinare in una camera così minuscola e mangiare in tre.. c'era sugo dappertutto. LOL!!Ho chiamato Micky, Fra e Lara che erano a festeggiare il compleanno e l'inaugurazione della casa; ovviamente mi è spiaciuto non essere lì, ma davvero non mi sono sentita molto lontana... Siete sempre nel mio cuoreee, per questo non mi mancate!!! :PPPP


Domenica sarei voluta andare a fare un giretto da sola per la città...Ma appena fuori dallo studentato mi ha attaccato bottone un ragazzo di colore di nome Prince, che ha alloggiato anche lui lì per un anno e poi si è trasferito in un appartamento vicino con un suo cugino e la sua ragazza. Ha la mia età, studia giurisprudenza e lavora (credo) alla Malboro... e quella domenica non aveva assolutamente nulla da fare. Abbiamo fatto un giro a piedi fino in centro dopo aver mangiato sulle rive del fiume, poi abbiamo preso un caffè dietro Place de WIlson e tornando indietro ci siamo fermati ancora ai Caffarelli. Mi ha raccontato un po' di tutto, anch'io gli ho raccontato un po' di cose. Mi ha colpito molto il racconto sulla sua ultima ragazza: è stato due anni con una spagnola che a un certo punto gli ha chiesto di avere un figlio, perchè ci teneva fosse meticcio. Ovviamente lui è scappato a gambe levate rimandendo parecchio allucinato di questa tara mentale. Insomma, è stata una giornata particolare, ho conosciuto un po' più la realtà dei ragazzi francesi (anche se di colore, ben diversa da quelli bianchi...) e ho parlato un sacco. Peccato che non riuscisse a rallentare il modo di parlare o dicesse le cose più semplicemente quando non capivo un tubo!!!!LA sera abbiamo fatto di nuovo la pasta, questa volta con il pesto. Anche se non era la fine del mondo ce la siamo davvero gustata :)

Angolo notte

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I miei primi 10 giorni a Tolosa... lunghetto!!!!

Perdonatemi se pubblico tutto in un colpo, sapete che ho avuto un po' di casini con il pc...
Scrivo questo blog per darvi più dettagli su questi magnifici primi giorni, e perchè non saprei cosa raccontare a chi... almeno così potete saltare le parti più noiose o stupide!!! :)

Inizierei dall'inizio.... Il viaggio è stato abbastanza terrificante. Ero in treno, avevo dietro un po' di soldi in contanti, il bancomat, carta di credito, ipod, altre varie cose tecnologiche... diciamo che non ho chiuso occhio se per non poche ore per il terrore che fregassero qualcosa. Non che avessi molte altre soluzioni per il trasporto... Le paure sono state confermate da un battibecco che ha avuto luogo nel cuore della notte. Due tizi stavano praticamente per menarsi per uno zainetto, sostenevano entrambi che fosse il loro, qualcuno del treno cercava di calmarli e altri minacciavano di chiamare la polizia. Tiravano lo zainetto talmente forte che stavano per distruggerlo. Scena molto salomonica... Insomma dopo qualche minuto uno dei tizi si accorge che c'è un altro zainetto, identico, sopra il suo sedile, e si avvede che è il suo. Sospiro di sollievo di tutti i passeggeri senza nessun contuso, ma la tensione cmq è sempre presente (perchè la prof di francese ci avrebbe detto di legare i bagagli con la molla perchè la gente alle fermate intermedie se ne porta via qualcuno????).Quando finalmente sono arrivata, alle 5.16 del mattino, mi sono piazzata nella solita sala di aspetto della stazione Matabiau... Ho passato il tempo ad osservare i passeggeri, in particolare un gruppo allucinante di ragazze giapponesi straorganizzate per il viaggio che chiaccheravano alla velocità della luce nonostante l'ora davvero improponibile. Una annotava minuziosamente su un quadernino tutto ciò che avevano visto nel viaggio, con ideogrammi fittissimi... Nella stazione c'erano anche le due coppie di signori italiani che avevo trovato sulla mia carrozza (uno dei signori aveva qualche problema ad un braccio, ma si era messo in testa di mettere il trolley negli scompartimenti alti... per fortuna è intervenuto un bel fustacchione americano a dargli una mano; era seduto proprio davanti a me! ^_^).Un'altra scena bizzarra ha coinvolto una coppietta di ragazzi; si sono addormentati sui sedili di fronte a me nella sala d'aspetto, avendo appoggiato i bagagli poco lontano. Dopo qualche minuto guardo il loro zaino, aperto, e vedo che lì sopra c'è un topo! Un topino bianco con gli occhi rossi, le zampine e la coda rosa! e nessun altro passeggero era minimamente scandalizzato! Insomma, era più carino sicuramente dei topi che aveva il tizio francese dal quale ero andata a vedere una stanza, ma Tolosa ha davvero una strana concezione di animale domestico; il topino si è fatto un giretto della superficie dello zainetto, senza mai allontanarsene, poi è tornato tranquillamente dentro. Un ragazzo francese si è messo a ridere per il mio sguardo divertito/allucinato. Finalmente ho preso il taxi alle sette, in una città piovosa, trafficata e ancora buia. Il tassista Mario è stato anche così gentile da farmi vedere i due lati della Garonna (avendo sbagliato strada per Chapou). L'impatto con lo studentato per fortuna non è stato traumatico, avendolo già visto nel primo viaggetto. Purtroppo l'ufficio apriva alle nove, ma Alessandra è stata così carina (e Carlo subito dopo) a venire giù a salutarmi, chiaccherare un po', aiutarmi con la prima burocrazia e a portare su le valigie. La camera ha i muri un po' scrostati e i mobili di compensato un po' macchiati... ma a parte questo è pulita, si trova al sesto piano, con una bella vista sul panorama cittadino e la cupola di....MMHHHH.Ho cercato subito di DOMINARE la stanza. Con fatica ho infilato il materasso nel sacco, ho messo subito il mio cuscino, lenzuola e copripiumone, ho sistemato le cose del bagno sulla mensola del lavandino e la lucetta dell'Ikea sul comodino. Ha assunto subito un aspetto molto più simpatico. Ho preso il 16 per raggiungere la metro a Capitole, facendo quel tragitto di fianco al canal du Midi che oramai è diventato particolarmente familiare. Era necessario fare subito l'abbonamento studenti per non scialaquare tutti i contanti in biglietti. Il mio francese dopo tutte quelle ore di viaggio era abbastanza allucinante, ma non so come la gente riusciva a capirmi....anche allo sportello per gli abbonamenti giovani. Tappa successiva l'università, dopo ho mangiato per la prima volta nella mensa dell'università. Sembra quelle enormi mense dei licei americani, con un gran chiacchericcio, i gruppi di fighi-sfigati-metallari-professori (?) a cui noi abbiamo giustamente aggiunto il gruppetto di italiani. Il cibo non è così terrificante, ma sopra tutta la carne non possono fare a meno di mettere delle salsine davvero assurde (vedi salsa alla senapeee!!!). Mettendosi d'impegno si riesce persino a mangiare della verdura, ma all'uovo non si scampa: tutti i giorni te lo propinano in qualche maniera. E l'uovo sodo nell'antipasto, e l'omelette, e la crepes...Ancora un po' di burocrazia: ho finalmente conosciuto la responsabile Erasmus di cui ho sentito tanto parlare, la Madame Expert. E' una simpatica donna che ti spiega le cose lentamente, fa le facce buffe e ha un ufficio colorato da foto di figli, cani e biglietti natalizi. Ah, e si fa passare i timbri dalle sue colleghe tipo baseball, tra grandi risate. Mi ha fatto dimenticare che per mezz'ora avevo fatto la coda nella fila sbagliata....Non ho detto nulla sull'università: c'è un edificio principale con un grande anfiteatro in cemento, dove ci sono tutti i vari uffici. Il cemento è simpaticamente decorato da graffiti, manga, scritte rivoluzionarie... Con una passerella si arriva alla nuova biblioteca, una struttura ultramoderna in vetro e mattoni rossi terminata nel 2004. Ci sono tantissimi tavoli per studiare e per attaccare il computer, e pochissimi computer per mandare messaggi e-mail (in piedi: la chiamano messaggerie). Il resto dell'università è come il Saini, per chi ha presente com'è. Tutta su un piano, di mattoni, tanti "batimenti" collegati da corridoi, aule piccolissime con tavolini tipo elementari (ma si può?). e soprattutto... bagni all'aperto. Una cosa che ci ha fatto troppo ridere, ma di fatto è drammatica. Qualche ragazzo userà mai quei pisciatoi bell'esposti? Tra l'edificio di cemento ed il resto c'è un'enorme buca dove stanno costruendo un qualche posto per manifestazioni culturali. Oltre, il Resto-u e un piccolo circo (ebbene sì, un circo), dove da settimana prossima gli studenti inizieranno a fare degli spettacoli gratuiti all'ora di pranzo. La prima giornata cmq non era ancora finita; ho avuto la gradiosa idea di accompagnare Carlo e Ale al Carrefour, che abbiamo scoperto essere non molto distante da Chapou; basta prendere il 70, che si fa un pezzo di tangenziale, e dopo due fermate in un paesello poco fuori Tolosa sei arrivato. Più che altro ho comprato delle cose davvero scomode da portare in bus; acqua, latte, lo stendino (!), la bacinella per lavare (!!!). Al centro commerciale abbiamo accalappiato un commesso simpatico di un negozio di telefonia per farci spiegare qualcosa sul funzionamento delle sim e dei telefonini. Insomma, è un gran casino: le sim durano pochissimo, 1-3 mesi, se non ricarichi scadono e perdi pure tutto il credito che non hai consumato. Ovviamente poi telefonare è carissimo, tipo 50 centesimi al minuto. La compagnia più abbordabile, la mitica Bougytel (ribattezzata Boogietel) è tipo sui 33... Cmq, dopo questa sfaticaccia mi sono buttata nel letto senza nemmeno mangiare, e ho dormito come un faghiro fino al mattino tardi successivo. Prima doccia nello studentato: è esattamente come al campeggio. Devi ingegniarti ad appoggiare le cose in giro, usare le ciabatte (ma ci sono tedesche e francesi che come al solito non si fanno problemi e vanno scalze dappertutto). E poi non c'è l'affare per appoggiare lo spruzzino, una cosa molto sadica che ti costringerebbe a insaponarti con l'acqua chiusa... ma con qualche acrobazia impari anche a restare sempre sotto l'acquetta bollente :D. All'inizio ero perplessa, trovavo sempre il bagno chiuso; poi ho chiesto qualcosa in un francese maccheronico ad una tipa, che ovviamente poi ho scoperto essere italiana... e la chiave della camera si è rivelata essere un passepartout per il cesso. Che palle, ho bisogno di una chiave anche per andare in bagno :D.Purtroppo venerdì non c'era nessuno per aiutarmi a compilare il dossier d'iscrizione (di solito ci sono dei tipi francesi mooolto gentili), e nemmeno Carlo e Ale... così ho mangiato da sola, che tristezza. Non ho beccato nemmeno gli altri italiani che avevo conosciuto il giorno prima in fila. Non potendo fare nulla in università, mi sono lanciata nello shopping da Midica, un negozio in centro su tanti piani che ha di tutto e di più per la casa. Credo che ci comprerò tutti i vostri regali di natale e compleanno a venire. Ma non avevano l'adattatore per la spina italiana, e così ho girato come una scema per un'ora in un'altra piazza per cercare un negozio di cui mi aveva parlato Carlo. Affranta, ho preso il 16 per tornare a Chapou, ma il bus si è completamente imbottigliato di fianco ai giardini Caffarelli... Allora sono scesa e ho fatto un giro lì, era una cosa troppo stupida starsene sul bus. Dentro i giardini c'è un bellissimo spazio giapponese con ponte rosso, buddha, capanna e un enorme giardino zen.. davvero pacifico. Al parco c'era una mamma con bimbo troppo buffo, che andava a zigzag fino al cestino per buttare una lattina. La mamma continuava a dirgli, "Matteo, c'est là la poubelle", ma lui non era proprio convinto. Con i suoi ricciolini neri se ne andava in giro da tutt'altra parte... Sono tornata a Chapou, e ho provato insieme agli altri anche questa mensa; è come l'altra, stesse cose ma meno scelta. Che gioia! Ancora uova a volontà!La sera ho accompagnato Alessandra ad un concertino Jazz in Rue Amidonniers, non lontano dallo studentato. Siamo arrivate presto in questo localino minuscolo con il palco già attrezzato, di legno bianco e pieno di facce tipicamente francesi. Mentre aspettavamo l'inizio del concerto il gatto del locale (un sornione bianco pelosissimo e un po' rimbambito) ha deciso di fare la sua toilette sdraiato sulla cassa della tastiera... che dire se non LOL. Il concerto è stato molto bello: uno suonava la tastiera e cantava, l'altro suonava la batteria, altri mille strumenti assurdi, un flauto traverso, poi trasformato in tromba con un'imboccatura da clarinetto, e si occupava di fare le voci. Hanno iniziato prendendo in giro la musica dodecafonica, e hanno continuato con musica davvero sperimentale... Il pubblico era in delirio. Non lo definirei solo jazz, era qualcosa di più strano.

venerdì, maggio 26, 2006

Posted by Picasa Un pezzetto di Camargue tra Milano e Pavia? Possibile? Ebbene sì, grazie a una gita dell'università abbiamo potuto visitare questa azienda agricola che ha creato delle zone umide pazzesche...

Riproviamo

l'inizio non è proprio dei migliori :(

Volevo solo mettere online una foto...

... e ho aperto un blog!
Aiuto!
Mi sono fatta fregare da Picasa, c'era quella iconcina così invitante con sotto scritto "blog this!" che non ho saputo resistere.
Ho sentito tanto parlare di questo fenomeno, strumento, divertimento, necessità di spiattellare al mondo un sacco di cavoli nostri, che mi sento quasi un po' emozionata...